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  • Clima

04-01-2015, 01:40

Split del Vortice Polare, dinamiche e possibili conseguenze

A due anni esatti dal grande evento stratosferico del gennaio 2013

A seguito di un imponente riscaldamento a circa 30km di quota sopra il Polo Nord, il vortice polare stratosferico (VP) si è fortemente indebolito.

Oggi, domenica 4 gennaio, si completerà il processo di divisione del VP (split / bilobazione) e  l’anomalia di altezza geopotenziale a 10hPa raggiungerà il suo apice (+2, corrispondente a -2 del NAM).

31/12/2014: vorticie polare a 10 hPa (circa 30 km di quota) ancora integro 7/1/2015il riscaldamento della stratosfera polare a 10 hPa raggiunge il culmine 4/1/2013viene raggiunta la massima anomalia di altezza geopotenziale a 10 hPa 4/1/2015il vortice polare si spezza (split) dando vita a due lobi (Lobo Canadese e Lobo Siberiano) e consentendo agli Anticicloni di espandersi in area polare.

L’evento stratosferico, sicuramente meno potente di quello che due anni fa diede il via ad una eccezionale serie di nevicate, merita comunque attenzione.

Statisticamente, secondo lo schema individuato da Baldwin e Dunkerton (*), per avere effetti significativi e duraturi (come accadde appunto tra gennaio e marzo 2013), l’anomalia di altezza geopotenziale a 10hPa dovrebbe raggiungere il valore di +3 (corrispondente a -3 del NAM).

Questo valore di soglia non verrà raggiunto ma, anche sulla base delle indicazioni provenienti dalle nostre previsioni stagionali, riteniamo che l’evento stratosferico in atto sia sufficientemente intenso per consentire il prevalere della fase negativa dell'Arctic Oscillation, pur con eventi anche di segno opposto, a partire dal 12 / 13 gennaio e per i successivi 60 giorni.


(*) fonte dati Baldwin-Thompson 2009, analisi di 29 eventi di vortice debole – rielaborazione ReggioEmiliaMeteo, 3/01/2015

In tutta la seconda parte dell’inverno si perpetueranno quindi condizioni favorevoli alla formazione di alte pressioni in area polare e di depressioni alle nostre latitudini.
Ciò dovrebbe comportare un ammontare di precipitazioni sopra la media su buona parte d’Italia.

Più difficile è invece fare pronostici in campo termico, fortemente dipendente dalle dinamiche bariche sul Nord Atlantico. Se vi sarà una prevalenza di alte pressioni (fase negativa dell’East Atlantic) allora l’Italia sarà investita da fredde correnti settentrionali e le precipitazioni risulterebbero spesso a carattere nevoso, viceversa (fase positiva dell’East Atlantic) la nostra penisola sarebbe interessata da più miti flussi sud-occidentali.

Ad oggi pare probabile che la prima importante fase perturbata, con inizio collocabile sul finire della seconda decade di gennaio, sia di tipo freddo e quindi associata a nevicate a bassa quota. Ad un'Arctic Oscillation neutra o negativa si dovrebbe infatti sommare una fase decisamente negativa dell’East Atlantic (formazione di un anticiclone di blocco sul Nord Atlantico)

East Atlantic (EA), previsione del 3/1/2015, prossimi 15 giorni: dopo metà mese possibile forte calo dell'indice domenica 18 gennaio, ore 13: l'espansione di un anticiclone sul Nord Atlantico favorisce la discesa di aria artica dalle latitudini più settentrionali. Al via una fase perturbata fredda (dati Ensemble GFS - rielaborazione ReggioEmiliaMeteo)

La grande distanza temporale impone comunque la massima prudenza.
Per questo, vi consigliamo di consultare i prossimi aggiornamenti meteo quotidiani e di seguirci su  Facebook e Twitter.


Autore: A. Bertolini
 


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