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  • Clima

03-02-2017, 11:33

Deciso indebolimento del vortice polare, al via nuova fase invernale

Alte pressioni alle latitudini più settentrionali, perturbazioni sul Mediterraneo

A seguito di un imponente riscaldamento tra 20 e 50 km di quota sopra il Polo Nord (vedi Fig.1), il Vortice Polare stratosferico si è fortemente indebolito.
Ieri, giovedì 2 febbraio, mentre l’anomalia di altezza geopotenziale a 10hPa (circa 30 km di altezza) raggiungeva il suo apice (+2.6, vedi Fig.3), potevamo trovare il Vortice dislocato sulla Scandinavia (vedi Fig.2).

Figura 1 - anomalia di temperatura a circa 30 km di altezza: il riscaldamento della stratosfera polare raggiunge il culmine il primo febbraio.

Figura 2 - altezza geopotenziale a circa 30 km di altezza: 2 febbraio, il vortice polare dislocato sulla Scandinavia (di norma staziona circa sulla verticale del Polo)

Figura 3 - anomalia di altezza geopotenziale a circa 30 km di altezza: 2 febbraio, massima anomalia positiva (+2.6), a seguire graduale ritorno alla normalità.

L’evento stratosferico, nettamente meno potente di quello che nel 2013 diede il via ad una eccezionale serie di nevicate, merita comunque attenzione. 

VALUTAZIONE EFFICACIA EVENTO:
Statisticamente, secondo lo schema individuato da Baldwin e Dunkerton (vedi Fig.5), per avere effetti significativi e duraturi l’anomalia di altezza geopotenziale a 10hPa dovrebbe raggiungere il valore soglia di +3 e mantenersi positiva per molti giorni a seguire.

Nell’evento in corso tale soglia non è stata raggiunta e la previsione è per un graduale rinforzo del vortice polare in alta stratosfera, sino a tornare su valori normali entro dieci giorni. Ciò nonostante il colpo inferto potrebbe essere sufficiente per impedire una altrettanto rapida ripresa del Vortice alle quote inferiori della stratosfera e soprattutto in troposfera, ossia nei primi 10 km dell’atmosfera dove si manifestano i fenomeni meteorologici che ci riguardano direttamente. Questa ipotesi verrebbe confermata dalla proiezione del modello americano GFS (vedi Fig.4).


Figura 4 - anomalia di altezza geopotenziale in area polare dal 2 gennaio al 17 febbraio 2017 tra 0 e 30 km di altezza: mentre in alta stratosfera il vortice polare riprende rapidamente forza, in troposfera resta debole consentendo il protrarsi della fase prevalentemente negativa dell’Arctic Oscillation (fonte immagine Atmospheric and Environmental Research)

Vi è quindi la concreta possibilità che l’evento stratosferico possa consentire il prevalere della fase negativa dell'indice Arctic Oscillation (AO), pur con eventi anche di segno opposto, a partire da oggi e per molti giorni a seguire, anche se difficilmente ciò potrà riguardare tutti i 50-70 giorni solitamente coinvolti in eventi con superamento della soglia (vedi Fig.5).


Figura 5: schema di propagazione dell’anomalia di altezza geopotenziale, fonte dati Baldwin-Thompson 2009, composito di 29 eventi di vortice debole – rielaborazione ReggioEmiliaMeteo, 3/02/2017


POSSIBILI CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE:
Se la prevalenza della fase negativa dell’Arctic Oscillation sarà confermata, tra Febbraio e Marzo si potrebbero perpetuare condizioni favorevoli alla formazione di alte pressioni in area polare e di depressioni alle nostre latitudini. Ciò dovrebbe comportare un ammontare di precipitazioni sopra la norma su buona parte d’Italia, Emilia compresa.

Più difficile è invece fare pronostici a lungo termine in campo termico, fortemente dipendente dalle dinamiche bariche sul Nord Atlantico. Se vi sarà una prevalenza di alte pressioni (fase negativa dell’East Atlantic) allora l’Italia sarà investita da fredde correnti settentrionali, viceversa (fase positiva dell’East Atlantic) la nostra penisola sarebbe interessata da più miti flussi sud-occidentali. Generalmente comunque, in condizioni di Arctic Oscillation negativa, le occasioni per nevicate sul nostro territorio, soprattutto in Appennino, risultano superiori alla norma (non a caso tra Dicembre e Gennaio non si è registrato nemmeno un giorno con tale indice negativo…).

PREVISIONE A MEDIO TERMINE:
Seguendo le indicazioni modellistiche possiamo affermare che la prima importante fase perturbata sarà di tipo freddo. La prossima settimana sarà infatti caratterizzata dall’espansione di una area anticiclonica centrata sulla Scandinavia e, in un secondo momento, dal rinforzo dell’alta pressione sul Nord Atlantico (vedi Fig. 6). Fredde correnti nord-orientali incontreranno quindi più umidi e miti flussi occidentali sul Mediterraneo, dando luogo a precipitazioni che potranno risultare nevose anche a bassa quota. Ad oggi risulta prematuro dare indicazioni specifiche per la nostra provincia, e vi consigliamo di consultare i prossimi aggiornamenti previsionali quotidiani!


Figura 6 - altezza geopotenziale a 500hPa e pressione a livello del mare (media ensemble ECMWF) per venerdì 10 febbraio, ore 00: aria fredda di origine artica continentale si scontra con più miti ed umidi flussi atlantici dando vita a tempo perturbato sul Mediterraneo.



Figura 7 – spaghetti ensemble ECMWF, temperatura a 850hPa (circa 1400 m slm) per i prossimi 15 giorni: in rosso la media (associata alle mappa di Fig. 6).

LINK UTILI:
- Indici climatici (AO, EA e Scand), situazione e previsione;
- Stratosfera, situazione e previsione;
Due aggironamenti quotidiani, alle ore 8.10 e 20.10 circa

CONSIGLI:
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Autore: Dr. Andrea Bertolini
 

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