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  • Clima

14-08-2018, 16:53

Estate 2018, prime analisi e considerazioni

Intervista di Redacon al Direttore Andrea Bertolini sull'andamento della stagione

Quanti sono stati i forti temporali in Appennino da inizio estate a oggi? Quali quelli più significativi?

Gran parte dei fenomeni temporaleschi, per loro natura, sono accompagnati da rovesci di pioggia che su aree limitate e per breve periodo possono risultare anche molto forti, fino a generare allagamenti, in genere localizzati.

Dall’inizio di giugno ad oggi sono state 21 le giornate con temporali significativi, ossia capaci di produrre localmente accumuli di pioggia di almeno 20-30 mm. In nessuno di questi casi però si è trattato di eventi veramente eccezionali in termini di accumulo. I danni maggiori in Appennino sono arrivati dalle grandinate, in particolare quella dell’11 giugno (principalmente colpito Viano) e quella del 15 luglio (interessato il villaminozzese).

Piogge eccezionali sono invece state registrate in pianura, nello specifico dalla stazione di Arceto di Scandiano, dove il 3 luglio 130 mm in poco più di un’ora hanno prodotto diffusi allagamenti. Da segnalare anche la forte grandinata che ha interessato buona parte della pedemontana centro-orientale il 5 luglio.


L'anno scorso ci fu molto caldo, quest'anno molta pioggia, come mai?

Ogni stagione fa storia a sé, la variabilità interannuale è infatti molto forte e nel medio-breve termine sovrasta qualsiasi tendenza climatica. La scorsa estate fu caratterizzata da ripetute espansioni di promontori anticiclonici di matrice nord-africana verso la nostra penisola. Il risultato fu tempo stabile, temperature decisamente oltre la media e forte siccità. Nell’estate che stiamo vivendo gli anticicloni hanno insistito prevalentemente alle alte latitudini, tra Gran Bretagna e Scandinavia, mentre il bacino del Mediterraneo è più spesso interessato da aree depressionarie e quindi da instabilità atmosferica.

La Figura 1 mostra quanto appena descritto in termini di anomalia di pressione (Fig.1A Giu-Lug 2017, Fig.1B Giu-Lug 2018).

Figura 1 – Anomali di altezza geopotenziale a 500hPa: (A) Giu-Lug 2017; (B) Giu-Lug 2018.


Anidride carbonica e gli altri gas serra in circolo: quanto incidono?

Difficile rispondere a questa domanda: legami tra aumento della temperature globale ed incremento della frequenza degli eventi severi sono stati individuati solo su alcune aree del pianeta. Per quanto riguarda l’Italia e in particolare la nostra regione, le più recenti ricerche, condotte considerando i massimi annuali di pioggia giornaliera, mostrano l’assenza di tendenze significative negli ultimi 60 anni.


In Italia gli ultimi 4 mesi sono stati i più caldi, perché? Quali dati? è così anche in Appennino? Cosa emerge dalle nostre centraline?

Dopo una fine inverno fredda e nevosa (febbraio-marzo), da Aprile a Luglio le temperature mensili sono state costantemente sopra la media. Alle alte temperature legate al riscaldamento globale che stiamo vivendo, si è infatti aggiunto, specie nel mese di Aprile, un contributo termico positivo legato ad una particolare configurazione barica. Nello specifico l’azione combinata di anticicloni sull’Europa orientale e di aree depressionarie su Nord Atlantico e Penisola Iberica ha favorito la risalita verso la nostra penisola di masse d’aria calda dalle latitudini più meridionali.

L’anomalia termica positiva rispetto al trentennio 1980-2010 è stata registrata ovviamente anche in Appennino, ma sia per il confronto con la caldissima estate 2017, che per i frequenti episodi temporaleschi, la percezione di caldo sopra media penso sia stata avvertita chiaramente dalla popolazione solo ad Aprile e nella prima decade di agosto.

Da segnalare che sul Cusna l’ultima neve, come documentato dalle nostre webcam, ha resistito in un canalone fino al 28/29 luglio, cosa non comune negli ultimi anni e legata non certo alle basse temperature della primavera/estate, quanto alla tanta neve caduta quest’inverno.


I cambiamenti climatici sono argomento di discussione comune e politica, fra negazionisti e preoccupati sostenitori. Quale parte ti convince di più?

Il cambiamento climatico è evidente e innegabile. Comprenderne le dinamiche sulle diverse scale temporali, individuarne le forzanti e attribuire ad ognuna il suo giusto peso per poi sviluppare previsioni sempre più attendibili è un processo complesso e affasciante. In questo percorso la scienza dovrebbe essere libera dalle ingerenze della politica, di entrambe gli schieramenti. Sotto tali pressioni infatti il rischio di adattare i fatti alle teorie, invece che adattare le teorie ai fatti, aumenta.


Autore: Redazione REM
 
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