Se quella già in corso è catalogabile come la seconda onda calda di una certa intensità, è altrettanto vero che questa stagione, partita fra mille incertezze, e proseguita senza scarti clamorosi dalla media, non ha mai fatto mancare temperature dal sapore prettamente estivo, specialmente sui settori di pianura. Un riassunto degli ultimi 30 giorni, dalla nostra stazione di Reggio Emilia:

Per luglio, si nota la serie costante di minime quasi sempre superiori ai 20°C
Questa volta la risalita di aria calda dalle coste algerine, provocata dall’approfondirsi di una vasta saccatura sul Nord Atlantico, investirà in pieno la nostra penisola. Alla quota standard di 1500m circa, registreremo diffusamente +20/+22°C.

Domenica 28 luglio, ore 01.00: è ben visibile il robusto promontorio anticiclonico di matrice africana, che interessa la penisola italiana e, in misura più attenuata, il centro Europa (dati ECMWF - rielaborazione ReggioEmiliaMeteo)
Siamo, dunque, alla vigilia di un fine settimana particolarmente caldo, con temperature che in pianura raggiungeranno fra domenica e lunedì i 37-38°C, con punte localmente anche più alte. I 40°C, troppo spesso agitati come spauracchio dai media tradizionali, potranno essere raggiunti solo in particolari condizioni e per brevi lassi di tempo.
Da lunedì (ma solo a partire da martedì in pianura) potremo godere di un relativo abbassamento delle temperature, che, nei valori massimi, si riavvicineranno ai 30°C sui settori pianeggianti; tuttavia, per quanto è possibile affermare ora, non si vedono all’orizzonte netti cambi di circolazione.
Anzi, anche nel medio-lungo termine i modelli meteorologici propongono configurazioni bariche in grado di far confluire sull’Italia aria decisamente calda dalle latitudini più meridionali.

Venerdì 2 agosto, ore 01.00: la situazione risulta, al momento, quasi bloccata: centro di bassa pressione sulle isole britanniche e risalita africana sull'Italia (dati ECMWF - rielaborazione ReggioEmiliaMeteo)
Nel frattempo, continuate a seguire i nostri aggiornamenti.
Appendice: Caronte, nome certamente telegenico e, per i più, evocativo degli studi liceali, è una (legittima) invenzione dell’informazione meteo italiana. In ambito strettamente scientifico è affermata consuetudine che sia l’Università di Berlino a nominare le figure bariche: l’anticiclone che noi indichiamo come Caronte si chiamerebbe Zlatka (riconosciamo comunque a quest’ultimo minori suggestioni che al «dimonio, con occhi di bragia» di dantesca memoria).