• Meteo

16-01-2015, 00:08

Al via una lunga fase perturbata: l’inverno si farà sentire

Tanta neve sulle Alpi, ma anche l’Appennino avrà la sua parte

Nel nostro ultimo articolo, datato 4 gennaio, così scrivevamo:

ad oggi pare probabile che la prima importante fase perturbata, con inizio collocabile sul finire della seconda decade di gennaio, sia di tipo freddo e quindi associata a nevicate a bassa quota.

Come si conviene ad ogni tendenza a medio-lungo termine, i toni erano prudenti. Ora che la distanza temporale si è accorciata e la previsione sta per concretizzarsi, possiamo entrare nel dettaglio, delineando le principali tappe che segneranno il prossimo futuro meteorologico.

Tra venerdì e sabato, intensi venti di Libeccio spazzeranno l’alto Appennino, portando piogge abbondanti in prossimità del Crinale; la neve cadrà solo sulle cime.

Sabato 17 gennaio, ore 01.00: una profonda saccatura, estesa dal Mar di Norvegia alle Baleari, sospinge miti ed umide correnti sud-occidentali verso l’Italia centro-settentrionale. Venti intensi in Appennino con piogge abbondanti in prossimità del Crinale  (dati GFS – rielaborazione ReggioEmiliaMeteo)


Quasi contemporaneamente, l'espansione di un anticiclone sul nord Atlantico favorirà l’approfondimento di una saccatura dal mar di Norvegia al Mediterraneo centro-occidentale. Aria artica marittima raggiungerà quindi il nord Italia determinando un calo delle temperature, più sensibile in quota, ma con cieli generalmente poco nuvolosi, in particolare nelle giornate di domenica e lunedì.

Alla ripresa delle precipitazioni (martedì 20), la quota neve sarà dunque molto più bassa, con possibilità di un interessamento anche dei settori di pianura (da confermare nei prossimi aggiornamenti).

Martedì 20 gennaio, ore 13.00: ad un vasto anticiclone sull’Atlantico settentrionale si contrappone estesa dall’Islanda al Mar Tirreno. Aria artica marittima raggiunge il nord Italia. Tempo perturbato sulla nostra regione, con possibile neve a bassa quota (dati Ensemble ECMWF - rielaborazione ReggioEmiliaMeteo)


Nei giorni a seguire, sarà probabile una risalita della quota neve fino alle medie altitudini (700-900m); contestualmente, la disposizione delle principali figure bariche favorirà il verificarsi di precipitazioni sul settore alpino, dove sono attese copiose nevicate, e sui settori della penisola esposti alle correnti sud-occidentali.

Ad oggi, la fase perturbata è prevista durare a lungo: l’area depressionaria, costantemente alimentata da aria artica, potrebbe insistere sul Mediterraneo per tutta la prossima settimana. La nostra regione sarà quindi interessata a più riprese da nubi e fenomeni.

Temperature a 850 hPa (sopra) e precipitazioni (sotto) - proiezione prossimi 15 giorni per Verona: temperature sotto la media a partire da domenica 18 e sino a fine periodo, con frequenti precipitazioni e, quindi, possibili nevicate a quote medie o basse (dati Ensemble GFS - rielaborazione ReggioEmiliaMeteo)


Da segnalare infine, fra il termine della prossima settimana e l’inizio di quella successiva (24-26 gennaio), la possibile formazione del Ponte di Wejkoff, ovvero la saldatura (“ponte”) fra l’alta pressione delle Azzorre e l’anticiclone russo: tale quadro, se confermato, favorirà un nuovo calo delle temperature e della quota neve.

Sabato 24 gennaio, ore 13.00: l’alta pressione delle Azzorre e l’anticiclone russo tendono a convergere bloccando l’area depressionaria sul Mediterraneo (ponte di Weikoff). Fredde correnti nord-orientali raggiungono il nord Italia determinando un calo della quota neve (dati Ensemble ECMWF - rielaborazione ReggioEmiliaMeteo)


Per previsioni via via più dettagliate, vi consigliamo di consultare i prossimi 
aggiornamenti meteo quotidiani e di seguirci su Facebook e Twitter.


Autore: A. Bertolini, A. Occhipinti
 



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