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  • Clima

23-04-2021, 11:34

Gelate tardive

Un fenomeno sempre più ricorrente

Ci stiamo lentamente lasciando alle spalle un periodo caratterizzato da temperature sotto la media climatologica che è stato contraddistinto da diversi episodi di gelate tardive sulla pianura reggiana, un fenomeno molto temuto dagli agricoltori poiché è in grado di produrre seri danni alle colture.

Caratteristiche del fenomeno

Siamo in presenza di una gelata tardiva quando si registra una temperatura minima giornaliera inferiore a 0 °C a partire dall’equinozio primaverile, ovvero a far data dalla terza decade del mese di marzo. In generale, esistono due tipologie di gelate, quelle avvettive e quelle radiative o per irraggiamento.

Le prime sono generate da irruzioni di masse di aria fredda precedute da fronti freddi che portano un repentino peggioramento delle condizioni meteo associato a precipitazioni, spesso nevose. Sul nostro territorio questa tipologia di gelata è tipica delle zone montuose e in rari casi il fenomeno può presentarsi anche nelle zone di pianura, specie durante la stagione invernale. La caratteristica di questo fenomeno è la persistenza di temperature inferiori a zero gradi anche di giorno.

La seconda tipologia, molto più frequente nelle zone di pianura, interessa sia la stagione invernale sia la stagione primaverile. In questo caso il raffreddamento della massa d’aria è causato dalla forte dispersione di calore notturno dal suolo verso il cielo, evento che si manifesta in condizioni di nottate serene, secche e poco ventilate. L’inversione termica che si genera (specie nella stagione invernale) comprime la massa d’aria fredda in prossimità del suolo che tende ad accumularsi nei fondivalle in collina e montagna e nelle depressioni presenti sul territorio pianeggiante. Ciò determina una forte variabilità spaziale del fenomeno che risulta più accentuato in alcune zone rispetto ad altre.

Climatologia del fenomeno

Il clima attuale presenta un’accentuazione della variabilità primaverile che si manifesta con un aumento dell’ampiezza delle variazioni termiche intra-stagionali. Gli scambi di masse d’aria tra regioni polari e regioni tropicali si è fatto più accentuato e si osservano pertanto, con maggior frequenza rispetto al passato, configurazioni sinottiche che prediligono scambi meridiani rispetto a quelli zonali che avvengono in seno al flusso di masse d’aria temperate delle correnti atmosferiche occidentali.

Mettendo a confronto due periodi climatici, il trentennio 1961-1990 e il trentennio 1991-2020, si osserva una maggior frequenza di eventi di gelate tardive nella terza decade di marzo e nella prima decade di aprile nel contesto del clima attuale emiliano e romagnolo. Nello specifico, per quanto riguarda la terza decade di marzo, il numero di eventi (nel trentennio) di gelate rilevati dalle stazioni meteorologiche ubicate nella pianura emiliano-romagnola è passato da 10-30 a 20-50 e in riferimento alla prima decade di aprile il numero di eventi è incrementato da 2-5 a 5-20. Ancora più interessante se si misura l’intensità degli eventi (temperatura minima giornaliera < -1 °C) poiché si osserva un incremento di eventi in terza decade di marzo da 0-10 a 10-30 e in prima decade di aprile da 0-2 a 2-5. Nel caso di intensità ancora maggiore (temperatura minima giornaliera < -2 °C) si osserva un incremento di eventi in terza decade di marzo da 0-10 a 5-20 e in prima decade di aprile da 0-2 a 0-5. (Fonte: Arpa Emilia Romagna).

Gelate tardive nella pianura reggiana durante la primavera 2021

La primavera 2021 conferma la tendenza in atto del fenomeno nel contesto climatico attuale. Analizzando i dati della stazione meteorologica sita in località Gazzata nel comune di San Martino in Rio, il mese di marzo 2021 conta 4 eventi di gelate tardive in terza decade e 2 eventi in prima decade di aprile.


Figura 1: Osservatorio meteorologico di Gazzata di San Martino in Rio - Evidente la brina presente nei campi appena dopo l'alba del giorno 7 aprile 2021

Importante osservare come l’episodio freddo di marzo ha avuto inizio il 17 marzo, quindi in seconda decade, e si è protratto ininterrottamente fino al 24 marzo. In questo periodo la temperatura minima raggiunta è stata di -4,6 °C il giorno 20 marzo.

L’intensità degli eventi è stata notevole poiché abbiamo avuto 4 episodi con temperatura minima inferiore a -1 °C e 2 episodi con temperatura minima inferiore a -2 °C, in marzo, e in aprile 1 episodio con temperatura minima inferiore a -1 °C (il 7 aprile). Inoltre, sempre nel mese di aprile si è verificata una gelata tardiva anche in seconda decade, precisamente il giorno 17 aprile (- 0,3 °C).

Osservando attentamente il contesto di questi eventi in seno alle dinamiche atmosferiche di inizio primavera riscontriamo anche quest’anno un’accentuazione della variabilità primaverile. Dopo una temperatura massima di 27,4 °C del 1° aprile (valore tipico di fine giugno) si è passati ad una temperatura minima di -1,7 °C il giorno 7 aprile.


Autore: Redazione REM
 




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