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  • Clima

05-06-2021, 09:43

Maggio 2021 in provincia di Reggio Emilia

In controtendenza rispetto al trend degli anni 2000

Circolazione generale dell’atmosfera

Il mese di maggio ha visto la prevalenza di correnti occidentali sull’Europa centro-settentrionale che hanno determinato il passaggio, a più riprese, di perturbazioni a nord dell’arco alpino. Diverse saccature in quota hanno interessato il bacino centro-occidentale del Mediterraneo producendo flussi instabili da sud-ovest verso l’Italia, alternati a correnti più secche e stabili. L’intero comparto europeo centro-occidentale è stato sede di una forte anomalia barica negativa controbilanciata da una anomalia barica positiva sul Mediterraneo orientale (Fig. 1). Questo pattern ha determinato un evidente sotto-media termico sull’intero continente e su buona parte del Mediterraneo centro-occidentale, Italia centro-settentrionale compresa (Fig. 2).

Figura 1 - Anomalie di geopotenziale a 500 hPa: pressione sotto la norma su gran parte dell'Europa, più marcata a nord dell’arco alpino, tra Gran Bretagna e paesi baltici; sopra la media sul Mediterraneo orientale. Questa configurazione ha favorito un flusso di correnti mediamente occidentali sul continente e in area mediterranea.

Figura 2 - Anomalia termica a 850 hPa (1.400 m.s.l.m. circa): temperatura sotto la media su buona parte del continente, Italia centro-settentrionale compresa, sopra media sul Mediterraneo meridionale, in particolare sul settore orientale.

Evoluzione meteorologica su scala locale

Il mese è iniziato con un flusso di correnti instabili sud-occidentali per una saccatura in quota su Spagna e Baleari che ha determinato precipitazioni diffuse sull’intero territorio provinciale, deboli-moderate in pianura e più copiose in montagna (nella giornata del 1° maggio). La prima decade è poi trascorsa pressoché asciutta al piano con qualche debole pioggia in montagna per effetto di flussi umidi occidentali che hanno prodotto nubi basse da sbarramento lungo il crinale e un rinforzo del vento, che è stato il vero protagonista. Nella notte tra il 6 e il 7, raffiche di oltre 100 km/h hanno interessato il settore collinare. Ad inizio della seconda decade (giorno 11 maggio), il transito di una perturbazione ha generato piogge sparse, deboli o moderate in montagna, ed ha aperto una fase caratterizzata da spiccata variabilità con formazione di nubi cumuliformi pomeridiane che hanno dato origine a diversi sistemi temporaleschi che, a partire dalla collina, hanno interessato prevalentemente la pianura centro-occidentale (dal 12 al 15 maggio). A seguire, tempo stabile con cielo generalmente poco nuvoloso o parzialmente nuvoloso in pianura e qualche rovescio pomeridiano in montagna. Da segnalare brevi rovesci nevosi sul crinale nel pomeriggio del 19 maggio. Intorno alla metà della terza decade (24 maggio) un sistema nuvoloso organizzato proveniente dal mediterraneo occidentale ha interessato il territorio provinciale con piogge diffuse e moderate ovunque. In seguito, prevalenti condizioni di stabilità atmosferica sino a fine mese.

Analisi climatologica

Temperature

A livello termico, a Reggio Emilia maggio ha fatto registrare una temperatura media di 17,9 °C contro una media climatologica di 19,0 °C ed è risultato pertanto sotto-media di 1,1 °C. A Ligonchio l’anomalia è leggermente maggiore, - 1,3 °C, ovvero 11,6 °C contro 12,9 °C di media. Nel contesto del clima attuale si tratta di una situazione in generale contro-tendenza rispetto agli ultimi 30 anni poiché solamente in 4 casi il mese ha chiuso con una temperatura media giornaliera inferiore ai 18,0 °C in città.


Figura 3 - Anomalia termica mensile: il valore di 17,9 °C si discosta negativamente dalla media climatologica di riferimento (1991-2020) di -1,1 °C, ovvero di -0,7 deviazioni standard.

Le condizioni meteorologiche sono risultate tipicamente primaverili con alternanza di fasi più fresche e più miti. Verso la fine della terza decade si è assistito ad un richiamo pre-frontale di aria calda che ha portato la colonnina di mercurio a raggiungere gli estremi massimi del mese il giorno 10 maggio con 27,8 °C a Reggio Emilia e 22,6 °C a Ligonchio. Successivamente, dopo il passaggio di un fronte perturbato si sono instaurate correnti più fresche occidentali che, con la complicità di nottate serene dopo i temporali pomeridiani, hanno determinato all’alba del 15 maggio temperature minime inferiore ai 10 °C in città (9,3 °C a Reggio Emilia) e inferiori a 5°C in montagna (3,4 °C a Ligonchio).

Con il mese di maggio si chiude anche la primavera meteorologica che è risultata più fresca della norma di 0,8 °C a Reggio Emilia (13,7 °C contro 14,5 °C di media) e di 1,1 °C a Ligonchio (7,9 °C contro 9,0 °C).

Precipitazioni

Le precipitazioni si sono distribuite regolarmente durante l’intero mese, concentrate prevalentemente in tre episodi distinti collegati al passaggio di fronti perturbati, e in diverse occasioni temporalesche soprattutto nel corso della seconda decade. A Reggio Emilia il mese ha visto precipitare 50,0 mm di pioggia rispetto ad una media climatologica di 64 mm ( - 22% ) mentre in montagna è piovuto in misura maggiore con Ligonchio che si è assestato a 134,8 mm contro 122 mm di media ( + 10%).


Figura 4 – Regime pluviometrico (Cli.no. 1991-2020): il mese, con i suoi 50 mm di pioggia,
si colloca tra la mediana e il primo quartile in un contesto di lieve deficit pluviometrico.

L’episodio piovoso più significativo è stato quello del 24 maggio quando sono precipitati in ventiquattro ore 24,1 mm in città e 48,2 mm a Ligonchio.

La primavera nel complesso è risultata poco piovosa rispetto a quanto è lecito attendersi sul nostro territorio regionale, complice un mese di marzo che non ha visto precipitazioni al piano e poco meno di 10 mm in montagna. A Reggio Emilia sono caduti 105 mm contro 187 mm di media (-44%) e a Ligonchio 286,2 mm contro 390 mm (-27%).

Eventi del passato

La neve primaverile è un fenomeno piuttosto usuale sia al piano che in montagna nel mese di marzo mentre è un evento abbastanza raro in aprile in pianura e in maggio in montagna (sotto i 1.000 metri di quota). Il 5 maggio del 2019 possiamo affermare di aver assistito ad un evento meteorologico storico per la collina e la montagna reggiana, probabilmente la nevicata più abbondante mai registrata dall’inizio delle osservazioni del Servizio Idrografico (anno 1929 per Castelnovo né Monti), di certo la più copiosa dal secondo dopoguerra. L’intero Appennino ha visto una nevicata tardiva con accumuli di 40 – 45 cm a Febbio e Civago, 35 cm nella capitale della montagna e oltre 10 cm in collina (13,5 cm a San Giovanni di Querciola, 520 m.s.l.m.). Per Castelnovo né Monti si è battuto il precedente record di 22 cm del 6 maggio 1957.

Rilevante anche quanto accaduto in Val d’Enza con 2 cm di accumulo a Ciano d’Enza (200 m.s.l.m.), linea naturale di confine anche nel semestre freddo per le nevicate in condizioni termiche al limite, e la leggera spolverata sulle superfici fredde a San Polo D’Enza (166 m.s.l.m.). Da segnalare anche fiocchi fradici di neve visibili durante i rovesci pomeridiani a Montecchio Emilia (99 m.s.l.m.).

Per trovare un evento più estremo bisogna tornare con la memoria tra il 5 e il 6 maggio del 1861 quando l’Emilia centrale fu interessata da una intensa nevicata a carattere temporalesco. L’Osservatorio di Modena segnalò un accumulo di 10 cm e le cronache locali parlano di neve con accumulo al suolo anche a Carpi. A Reggio Emilia si registrò qualche cm di accumulo di neve che causò notevoli danni ai tendoni della fiera, che crollarono, allestita per la ricorrenza della Beata Vergine della Ghiara, manifestazione che a causa di quell’episodio venne da allora spostata al mese di settembre.


Autore: Lorenzo Smeraldi
 




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