Per pianificare una gita in montagna, e' molto importante sapere cosa e' successo nei giorni precedenti.
La settimana appena trascorsa e’ stata caratterizzata dall’irruzione di una massa di aria artica continentale con temperature fino a -14/-15°C a 2000m con forti venti da Nord-Est.
Oggi al Rifugio Battisti, posto a 1761 m di quota, lo spessore del manto nevoso varia dai 50 ai 70 cm. Precedentemente all’afflusso di aria fredda, temperature miti avevano innescato un forte fenomeno di trasformazione della neve. Con il drastico abbassamento delle temperature si è in seguito formata una crosta ghiacciata. Diverse segnalazioni locali riportano appunto la presenza di zone con crosta portante o cedevole, o manto completamente ghiacciato. Rimangono i forti accumuli da vento nei canali e nelle zane sottovento.
In ogni caso, sul pendio ripido e’ richiesto l’uso dei ramponi. Molto importante una attenta valutazione locale.
Sabato sereno o poco nuvoloso con temperature a 1800-2000 m attorno agli 0° o leggermente positive, venti deboli di direzione variabile.
Domenica sereno o poco nuvoloso, con temperature in ulteriore lieve aumento e vento debole, prevalentemente nord-orientale.
Lo zero termico sara’ posizionato attorno ai 2100 m sabato, in aumento domenica fino a 2300-2400 m.
Importante: il bollettino valanghe deve essere letto prima di ogni escursione in quota. Raccomandiamo di avere un equipaggiamento completo di ramponi, piccozza, casco, oltre che del dispositivo Artva con pala e sonda. Se il pendio diventa ripido, affidatevi ai ramponi! Non avventuratevi con ciaspole o ramponcini!
In allegato il bollettino valanghe di oggi venerdi' 10 febbraio (click sull'immagine) e la guida alla sua lettura.

Di seguito, riportiamo il paragrafo sulle condizioni del manto nevoso (fonte MeteoMont).
MANTO NEVOSO Croste da fusione e rigelo portanti e non portanti alternate a strati di neve a debole coesione su strati piu' compatti e consolidati. Il manto nevoso e' in generale ben consolidato su molti pendii. Alle quote minori il regime termico in atmosfera ha determinato un generale effetto di assestamento del manto nevoso con la formazione di legami riconducibili all'azione della fusione diurna e del rigelo notturno. Alle alte quote, lungo tutto il crinale appenninico, la persistenza dell'attivita' eolica ha determinato la formazione di importanti lastroni da vento, in particolare nelle conche e nelle zone sottovento, per cui andra' posta particolare attenzione nell'individuazione di detti lastroni. In isolati pendii, segnatamente nelle zone in ombra, il progressivo aumento del gradiente termico all'interno del manto potrà portare alla crescita cinetica di cristalli angolari.